PARLIAMO DI UN MATERIALE SEMPRE PIÙ DIFFUSO E CHE COME TUTTE LE PAVIMENTAZIONI NECESSITA DI SPECIFICHE TECNICHE DI PULITURA. VEDIAMO INSIEME QUALI SONO LE PROBLEMATICHE E LE RELATIVE SOLUZIONI.
l grès porcellanato è diventato il materiale da pavimentazione più venduto. Una serie di circostanze uniche, infatti, fa di questo prodotto un materiale sempre più apprezzato dai progettisti permettendogli di conquistare nuove quote di mercato a scapito soprattutto di materiali tradizionali come il cotto e la pietra naturale. I nuovi sistemi di produzione, sfruttando il computer e la fotografia digitale, permettono la realizzazione di piastrelle del tutto simili alle pietre naturali, alle terrecotte, e addirittura al legno.
Nel visitare le fiere di settore è sempre più facile imbattersi in piastrelle che riproducono fedelmente i materiali naturali, soprattutto le pietre, con dei risultati che rendono difficile una distinzione dall’originale. Considerando inoltre che il grès porcellanato è facile da posare, non richiede trattamenti di protezione, ed è subito calpestabile, si svela il segreto del suo successo. Ma è proprio vero che un materiale come questo non ha bisogno di nessun tipo d’intervento e può mandare in pensione chi si occupa di trattamenti? Nella realtà ogni qual volta viene introdotto sul mercato un nuovo prodotto immancabilmente arrivano anche nuovi problemi e quindi anche il grès porcellanato non si sottrae a questa regola.

::: GRÈS PORCELLANATO NATURALE E LEVIGATO
Si tratta di un materiale che l’industria ceramica ha iniziato a produrre verso la fine degli anni ’80 in un formato generalmente quadrato, con disegno tipo sale e pepe che ancora non riprende il motivo delle pietre o dei materiali naturali.
Oggi, il grès porcellanato è disponibile nella versione ruvida, cioè grezza (per questo motivo è chiamata naturale) oppure può subire un trattamento di levigatura e lucidatura in linea per ottenere la versione lucida.
I due tipi di materiale si distinguono soprattutto per le caratteristiche meccaniche: ruvidità e porosità.
Il grès naturale ha una superficie naturale più ruvida e più vetrificata, per questo motivo la porosità del materiale è bassissima, generalmente< 0,2%. Questo significa che il materiale ha un basso livello di assorbenza e può essere considerato un ottimo pavimento dal punto di vista della resistenza agli agenti macchianti. Il suo punto debole è però la ruvidità, che permette allo sporco, e soprattutto alle polveri introdotte nell’ambiente con il calpestio, di rimanere incollati alla superficie.
Il grès levigato invece, presenta una superficie più liscia, ma dopo il processo di levigatura la porosità può arrivare anche all’1%. Significa che questo materiale trattiene meno lo sporco, però ha una tendenza ad assorbire alcune sostanze e a macchiarsi più facilmente. Se si considera anche la ridotta dimensione dei pori, che causano una grande difficoltà nel rilasciare lo sporco, si comprende come la possibilità di macchiarsi sia il punto debole di questo prodotto.
Dal punto di vista operativo, in cantiere, nel caso del grès naturale, per rimuovere lo sporco incollato sul pavimento, si può utilizzare un detergente estrattore e, eventualmente, applicare un trattamento a base acqua con funzione isolante per creare una superficie più liscia e meno ruvida.
Nel caso del grès levigato, si dovrà intervenire con un vero e proprio impregnante a base solvente, per chiudere, o ridurre, la porosità che comporta l’assorbimento delle sostanze macchianti.

::: GRÈS PORCELLANATO STRUTTURATO
Si tratta di grès porcellanato “tutta massa” cioè prodotto di un unico impasto e senza superficie smaltata che riproduce le pietre naturali, il legno ecc.
La superficie è molto vetrificata e quindi, anche in questo caso, la porosità risulta bassissima e può presentare una ruvidità eccessiva.
La presenza di strutture, cioè di zone rilevate, o di venature che ricordano appunto, le pietre naturali, la presenza di colorazioni chiare, sono i punti deboli di questo tipo di materiale. Anche per questo genere di piastrelle le problematiche più comuni sono da ricercarsi nella sporcabilità eccessiva e nella difficoltà di pulire e mantenere pulito il pavimento.
Anche in questo caso la soluzione operativa consiste nell’utilizzare un idoneo detergente estrattore dello sporco da calpestio e nell’impiegare un protettivo a base acqua con funzione di barriera antisporco.

::: GRÈS PORCELLANATO LAPPATO OPACO
Anche in questo caso parliamo di un grès porcellanato “tutta massa” cioè ricavato da un unico impasto, senza superficie smaltata, che può riprodurre delle strutture, tipo pietra naturale, o essere a tinta unita. Generalmente è prodotto in grandi formati (40×40 cm).Alla fine del ciclo di produzione, questo materiale viene avviato alla lappatura che crea una sorta di invecchiamento e di opacizzazione artificiale della piastrella.
Anche in questo caso il punto debole sta proprio nella ruvidità della zona soggetta a lappatura che trattiene troppo lo sporco da calpestio.

::: GRÈS PORCELLANATO LAPPATO LUCIDO
Si tratta sempre di grès porcellanato preferibilmente in pasta bianca che riproduce le forme e le strutture della pietra naturale; il materiale viene sottoposto a lappatura e lucidatura in linea per ricreare un effetto anticato o simile a quello dei marmi lucidi. Nel processo di lucidatura può rimanere sulla superficie una leggera patina dovuta alle mole lucidanti. Questo strato generalmente è attaccabile dagli acidi; avviene lo stesso fenomeno dei marmi lucidi, ovvero al contatto con una sostanza acida si crea una macchia più scura. Questo fenomeno, fino ad ora, è stato erroneamente interpretato come una macchia per assorbimento ma nella realtà non c’è alcuna porosità sulla superficie, e non si assiste a nessun assorbimento da parte di sostanze oleose e colorate.
In questi casi il trattamento con prodotti antimacchia per grès porcellanato risulta inefficace oltre che superfluo; infatti, se si mette a contatto la piastrella con olio, caffè o vino rosso, tanto per citare gli agenti più comuni, non si assiste a alcun fenomeno di assorbimento. Le cose cambiano se il contatto avviene con succo di limone o con qualsiasi sostanza acida: in questo caso, infatti si assiste alla formazione di macchie dovute alla bruciatura o asportazione della patina lucida.
In questo caso la pratica operativa consiste nel lavare la superficie con un prodotto a PH acido che consente di rimuovere completamente la lucidatura eseguita per lappatura.
Una volta che la superficie è uniformemente opaca si può procedere a ri-lucidatura con creme lucidanti per grès porcellanato. Questa lavorazione ricrea e ripristina le condizioni iniziali della piastrella ma soprattutto forma sulla superficie una struttura inattaccabile dagli acidi e antimacchia.
Come si può comprendere dai casi esaminati, ad eccezione del grès porcellanato levigato lucido dove è consigliabile procedere con un vero e proprio trattamento, negli altri casi la soluzione sta soprattutto nella scelta del prodotto detergente.
Proprio riguardo ai detergenti comunemente utilizzati per la pulizia dei pavimenti in grès porcellanato, si sta riscontrando anche un altro fenomeno. L’utilizzo di detergenti che contengono alcoli e profumi (perché devono asciugare velocemente e dare una sensazione di pulito), di detergenti che contengono cere (che devono dare un aspetto brillante) o di prodotti che non necessitano di risciacquo, stanno moltiplicando in maniera esponenziale le problematiche dovute alla manutenzione dei pavimenti in grès.
L’utilizzo quotidiano e massiccio di detergenti con queste caratteristiche arricchisce il pavimento di residui di tensioattivo e di sostanze che tendono ad attrarre lo sporco formando sulla superficie una patina grassa e opalescente. Da alcuni studi statistici condotti dalle aziende produttrici di detergenti e prodotti per il trattamento di superfici, è emerso che almeno il 90% dei casi, o delle contestazioni nei confronti dell’industria ceramica, è riconducibile a quanto fino ad ora descritto.
La capacità del pavimento di trattenere lo sporco e l’utilizzo di detergenti che non rimuovono la polvere, creano una situazione favorevole all’attecchimento di patine di sporco che sono le maggiori cause di lamentela e preoccupazione per gli operatori che devono pulire e manutenere queste pavimentazioni.