Il cotto è un materiale poroso e come tale assorbe facilmente lo sporco e le sostanze oleose, da qui la sua fama di materiale “delicato” e di difficile manutenzione. Questo problema, di cui è sicuramente necessario tenere conto, è però risolubile con una serie di operazioni, utilizzando prodotti specificamente indicati per i diversi tipi di materiale.

Un tempo si utilizzavano oli e vernici mentre oggi sono disponibili prodotti speciali che proteggono il pavimento da sporco, acqua, usura e allo stesso tempo conferiscono alla superficie un aspetto caldo e naturale.

La protezione del Cotto.

Il Cotto è un materiale dal sapore antico, dall’aspetto caldo e accogliente, dalla spontanea naturalezza, dal colore rosato che ben si avvicina al legno e alle pietre. Affinché la sua bellezza sia duratura è necessario che il pavimento, una volta posato, sia adeguatamente protetto dagli agenti macchianti e dagli effetti del tempo. La porosità del Cotto, infatti, se da un lato permette la traspirazione, dall’altrofa sì che il pavimento, se non adeguatamente trattato, tenda a mantenere lo sporco, e a macchiarsi. Il processo di protezione, dunque, non è facoltativo, come talora capita di sentire, ma deve essere considerato un completamento del prodotto che viene venduto: un pavimento in Cotto non può essere considerato finito se non viene trattato e protetto in maniera appropriata.

Un buon trattamento deve, allora, proteggere la superficie dall’aggressione dello sporco di qualunque natura esso sia; permettere una finitura esteticamente valida, senza snaturare il prodotto; consentire una agevole manutenzione ed infine deve poter essere rimovibile, in modo da poter intervenire agevolmente nell’eventualità sorgesse la necessità di eliminarlo. L’intervento è di norma articolato in tre operazioni o fasi operative distinte:

1) Lavaggio o ripulitura;

2) Protezione di profondità e di superficie o finitura;

3) Manutenzione o conservazione.Le prime due fasi sono da realizzarsi in cantiere a cura di trattatori specializzati, mentre la terza può venire eseguita dall’utente stesso durante la vita e l’uso del pavimento in Cotto.

Lavaggio

Questa fase operativa deve ritenersi la principale e più delicata per il raggiungimento del risultato ottimale e prevede la rimozione dei residui cementizi della fugatura e delle cosiddette “efflorescenze saline”. La pulizia permette, inoltre, di liberare la caratteristica porosità del prodotto affinché questa possa accogliere più in profondità possibile le sostanze del trattamento protettivo di finitura; nel prodotto nuovo va effettuata in seguito alla posa, dopo un intervallo di circa 20/25 giorni durante il periodo estivo che divengono 30/50 durante il periodo invernale. Se la posa viene effettuata con collanti l’intervallo di attesa si riduce a 5 giorni circa. Questo periodo di tempo è necessario per permettere alle sostanze solubili in acqua, contenute nel pavimento, di spurgare per mezzo dell’umidità di posa e di affiorare alla superficie dando luogo alle efflorescenze saline, che altro non sono che agglomerati di sali solubili, che appaiono come macchie biancastre. Oltre a queste la pulizia ha lo scopo di rimuovere la boiacca cementizia, i residui della fugatura, la calce, la tinteggiatura e altre sostanze impiegate nel cantiere depositatesi sul pavimento. La rimozione dalla superficie del pavimento delle sostanze improprie ed incoerenti va effettuata avendo cura di non danneggiare le singole piastrelle e le fughe, né tantomeno modificarne l’aspetto originale. Nel caso, invece, di pavimenti esistenti potrà sorgere la necessità di rimuovere eventuali trattamenti impropri, oppure di eliminare macchie da inquinamento, eventuali muffe o alghe, depositi calcarei, olii e grassi, etc. Molti trattatori pensano che sia necessario e sufficiente in tutti questi casi utilizzare l’acido cloridrico, commercialmente noto come acido muriatico. Pur riconoscendo l’efficacia di tale prodotto, peraltro limitata solo ad alcuni tipi di sporco, se ne sconsiglia l’utilizzo considerata la pericolosità per l’ambiente, l’uomo e le attrezzature. Esiste oggi una vasta gamma di detergenti reattivi, chimicamente mirati alla dissoluzione delle principali sostanze che possono essere presenti sulla superficie del Cotto. Tali prodotti, abbinati all’uso di attrezzature dedicate, quali la monospazzola a dischi abrasivi, gli aspiraliquido etc, permettono una completa ed efficace soluzione al problema della pulizia del pavimento. Successivamente si dovrà provvedere ad un energico risciacquo e si lasceranno ad asciugare per almeno sette giorni i pavimenti interni e per cinque quelli esterni.

Un consiglio: nel caso in cui si utilizzano stuccature colorate è necessario pulire subito eventuali aloni perchè una volta assorbiti possono risultare estremamente difficili da togliere. Esistono comunque dei prodotti che stesi prima di effettuare la stuccatura, formano un leggero strato protettivo che impedisce la penetrazione dello stucco e dei coloranti nella piastrella ed evita quindi la necessità di lavaggi agressivi.

Protezione
TRATTAMENTO COTTO
La seconda fase del processo è quella di finitura o di protezione in profondità ed in superficie. Questa operazione può essere realizzata in tre modi:

· Finitura “tradizionale” con oli e cere;
· Finitura “moderna” con emulsioni acquose;
· Finitura antidegrado;

I primi due procedimenti sono indicati per pavimenti in Cotto realizzati all’interno, o all’esterno se coperto; l’ultimo è adatto alla protezione dell’esterno scoperto. Il primo metodo deriva da quello che possiamo definire il “sistema antico”, ovvero dall’insieme di metodologie di origine empirica che si basavano sull’impiego di prodotti naturali quali l’olio di lino crudo e la cera d’api. A partire da questi metodi, ormai in disuso, da un paio di decenni si sono iniziati ad effettuare trattamenti con prodotti più aggiornati, messi a disposizione dall’industria chimica. Tali sistemi di trattamento, che potremo definire “tradizionali”, prevedono l’impregnazione o protezione di profondità con prodotti a base di oli vegetali essicativi ed idrorepellenti ad alta penetrazione, e la protezione superficiale mediante stesura di diverse mani di cere liquide o pastose, con o senza pigmenti, che conferivano caratteristiche di antiusura, consolidamento ed antimacchia superficiale.

E’ importante che l’applicazione dei prodotti di impregnazione e finitura penetranti nell’intima microporosità permettano al materiale di continuare a traspirare, cosa questa generalmente consentita dai prodotti utilizzati nel sistema tradizionale. Molto più recentemente si è assistito alla comparsa di un nuovo gruppo di prodotti, per la protezione e la finitura del Cotto, e di una nuova metodologia di trattamento, che possiamo definire “sistema moderno”. Quest’ultima evoluzione risponde ad una richiesta di maggior velocità e semplicità nel trattamento, senza modificare il risultato estetico finale. La protezione con il sistema moderno si realizza mediante l’applicazione di 2-3 “mani” di prodotti sintetici, messi a disposizione dagli sviluppi più recenti della chimica. Questi prodotti, che sono di varia natura e generalmente in base acqua, sono definiti tecnicamente come resine o polimeri.

L’ultimo sistema è quello utilizzato per i pavimenti esterni. Come si può facilmente intuire un pavimento in Cotto esterno presenta delle problematiche totalmente diverse dalle pavimentazioni interne; infatti, entrano in gioco nuovi fattori come l’azione del sole, delle pioggie e soprattutto del gelo. Pertanto, scontato che il Cotto posato all’esterno debba essere rigorosamente ingelivo per evitare fenomeni di scagliamento o rottura dovuti all’azione del gelo e del disgelo, devono essere messe in atto anche ***** le necessarie precauzioni che impediscano di aggravare la vulnerabilità del pavimento, come la realizzazione dei giunti di dilatazione o le pendenze per il drenaggio dell’acqua. Per queste superfici sarà, inoltre, necessario un trattamento che dopo la pulizia, preveda l’applicazione di prodotti idrorepellenti che impediscano la penetrazione dell’acqua, mantenendo possibilmente il potere traspirante del Cotto. Nel caso in cui questi ambienti esterni possano venire utilizzati per cucinare o pranzare all’aperto oppure vi sostino veicoli, è opportuno applicare dei prodotti che rendano il pavimento oltre che idrorepellente, anche oleorepellente.